Annihilation (2018) Fantascienza/Thriller psicologico/Horror cosmico/Dramma
«It’s not destroying. It’s making something new.»
Tra speculazione scientifica, introspezione esistenziale e perturbazione sensoriale, Annihilation di Alex Garland si distingue come una delle opere più affascinanti della fantascienza contemporanea. Il film propone una riflessione complessa e stratificata sui temi della trasformazione e dell’identità, celata sotto la forma di un racconto di esplorazione.
In seguito all’impatto di un meteorite sulla Terra, la biologa Lena viene incaricata di indagare su un fenomeno enigmatico noto come “Shimmer”: una zona in continua espansione dove le leggi della natura sembrano dissolversi. Quella che iniziaialmente appare come una missione scientifica si trasforma gradualmente in un’esperienza liminale, in cui i confini tra organismo e ambiente, identità e alterità, umano e alieno, finiscono per collassare.
«The Shimmer… it refracts everything.»
Garland costruisce un impianto narrativo che si sviluppa all’interno di scenografie surreali rese magistrali attraverso esplosioni di colori. Il film dialoga apertamente con l’ecologia e con la biologia evolutiva, ma ne sovverte i presupposti antropocentrici: l’ambiente non è più sfondo passivo e alterato dalla specie umana, diventa agente attivo capace di riscrivere la materia vivente secondo logiche indecifrabili.
«It’s not like us. It’s unlike us.»
L’orrore di Annihilation non risiede tanto nella minaccia di distruzione, quanto nella perdita di integrità dell’identità. Gli organismi all’interno dello Shimmer non muoiono: clonano gli organismi ospiti, si ibridano, si rifrangono, diventano altro nella prospettiva dell’horror cosmico.
Parallelamente, l’opera può essere letta attraverso la lente della psicoanalisi: lo Shimmer diventa una metafora dello spazio inconscio, un luogo in cui traumi, sensi di colpa e impulsi autodistruttivi emergono e si riorganizzano in forme nuove e disturbanti. Non è casuale che ciascun membro della spedizione sia mosso da una forma di frattura interiore; l’esplorazione esterna coincide con una discesa nell’abisso del sé.
«It wasn’t destroying. It was changing everything.»
Le sequenze cruciali del film sono attraversate dalla colonna sonora di Ben Salisbury & Geoff Barrow, una sonorità pervasiva e dominante che si impone sul tessuto visivo amplificandone la tensione e la carica emotiva. Ne consegue un’opera profondamente estetica e sensoriale, in cui la fantascienza diventa strumento per interrogare la natura dell’identità, della percezione e della trasformazione. Annihilation non offre risposte rassicuranti, ma immerge lo spettatore in un’esperienza destabilizzante in cui la perdita del sé non si configura solo come minaccia, ma anche come enigmatica possibilità evolutiva.
Giuseppe Miccichè




