THEY LIVE (1988) Suspence/Horror/Sci-fi/Azione/Commedia

They Live rappresenta probabilmente l’opera politica meno ermetica di John Carpenter. In un contesto storico in cui, secondo la sua visione, la società americana appariva restia a prendere coscienza delle dinamiche politiche e sociali che la attraversavano, Carpenter costruisce una critica incisiva attraverso un impianto fortemente simbolico ma di immediata leggibilità.

Il protagonista, John Nada, attraversa un percorso evolutivo tutt’altro che lineare e prevedibile; grazie a un espediente narrativo tanto semplice quanto efficace, si trasforma progressivamente in una figura eroica. Tale trasformazione non è solo individuale, ma assume una valenza paradigmatica: Nada diventa il tramite attraverso cui lo spettatore è chiamato a riconsiderare la propria posizione all’interno del sistema.

Il film sollecita infatti riflessioni sociali e filosofiche di grande rilievo, invitando lo spettatore a riappropriarsi della propria autonomia critica, sottraendosi a un sistema che governa, manipola e sfrutta secondo schemi predefiniti. In questo senso, l’opera si inserisce in una tradizione di pensiero affine alla critica dell’ideologia elaborata da Karl Marx e successivamente sviluppata, in chiave culturale e mediatica, da Guy Debord nella sua teoria della “società dello spettacolo”: un mondo in cui la realtà viene filtrata e deformata attraverso immagini e messaggi che ne occultano le strutture di potere.

Emblematiche risultano le scritte nascoste dietro i cartelloni pubblicitari nella Downtown di Los Angeles: imperativi come “OBEY” sintetizzano in modo brutale il rapporto tra individuo e sistema. Questo messaggio ha travalicato i confini del film, trasformandosi in un vero e proprio marchio culturale. Non è un caso che artisti come Salmo e Nitro abbiano ripreso e rielaborato tale immaginario, arrivando a intitolare un brano DISOBEY, in esplicita contrapposizione al concetto denunciato da Carpenter. Anche l’estetica visiva, come la maschera di Salmo, sembra richiamare direttamente i teschi presenti nel film: figure che incarnano gli alieni — “Loro” — entità che prosperano sfruttando inconsapevolmente la popolazione.

La radicalità del messaggio emerge anche sul piano produttivo. Il film incontrò notevoli difficoltà nel reperire sponsorizzazioni, proprio perché l’intento dichiarato del regista era quello di criticare apertamente i grandi brand e smascherarne le logiche di profitto. Di conseguenza, nessuna azienda concesse l’autorizzazione all’uso dei propri marchi, motivo per cui nel film compaiono esclusivamente manifesti fittizi. Come dichiarato dallo stesso Carpenter in un’intervista: “We tried to use real advertisements. […] But it’s a film that’s anti-advertising; no one wanted to give their permission”.

THEY LIVE è un’opera estremamente ibrida che amalgama svariati generi in modo magistrale. Al termine della visione, la domanda implicita è se si sia davvero disposti a “svegliarsi”, ovvero a mettere in discussione le strutture invisibili che regolano la realtà quotidiana. Una questione che richiama il rapporto tra potere e soggettività analizzato da Foucault, e che rende il film ancora oggi straordinariamente attuale.

Giuseppe Miccichè