THE HAUNTING OF HILL HOUSE (2018) Thriller/Horror psicologico/Horror soprannaturale/Mistero
The Haunting of Hill House è un’opera di straordinaria raffinatezza, in cui la componente horror non viene mai impiegata in modo banale, ma si configura come uno strumento narrativo coerente e necessario, funzionale a delineare con precisione la complessità dei personaggi e a indagare i traumi più profondi della loro psiche.
Il racconto si articola su due piani temporali armonizzati con grande equilibrio, fondamentali per mostrare quanto il passato continui ad insinuarsi per condizionare il presente. L’infanzia dei Crain non appartiene ai ricordi sbiaditi, ma resta una lacerazione viva che invade la quotidianità. Ciascuno affronta il dolore a modo proprio, edificando difese destinate a incrinarsi; a tal proposito, la casa è un catalizzatore, ed è il luogo in cui tali fragilità albergano e affiorano con forza.
Hill House non è soltanto un’ambientazione, ma una presenza viva, quasi una coscienza silenziosa che assorbe e riflette il dolore di chi la abita, o forse è meglio dire, di chi ne è ospite…
Ogni elemento sembra parte di un disegno più ampio, uno schema in cui i dettagli acquistano senso con il procedere degli episodi.
La Stanza Rossa, con la sua porta impenetrabile, simboleggia il nucleo più remoto del trauma: ciò che viene rimosso ma continua ad agire nell’ombra, alterando percezioni e comportamenti. Il suo potere evocativo nasce dalla costante oscillazione tra occultamento e rivelazione, che la consacra come uno dei simboli più incisivi dell’intera serie.
Sul piano formale, la messa in scena raggiunge vertici notevoli e la regia di Flanagan si distingue per controllo e sensibilità espressiva, guidando lo spettatore nei corridoi soffocanti della casa. Emblematico è il sesto episodio, girato totalmente in piano sequenza, orchestrato con precisione e artefatto con parsimonia. Fotografia e scenografie, curate con minuzia, delineano un’estetica elegante che contrasta la densità emotiva del racconto: proprio questo dettaglio amplifica l’inquietudine, rendendo ogni spazio affascinante e, al contempo, profondamente minaccioso.
La serie pone riflessioni estremamente complesse e mette in discussione concetti come: bene, male, maternità, protezione, libertà, prigionia, eternità…
Il 16 Ottobre del 2018 Stephen King scrive sul suo profilo Twitter:
“THE HAUNTING OF HILL HOUSE, revised and remodeled by Mike Flanagan. I don’t usually care for this kind of revisionism, but this is great. Close to a work of genius, really. I think Shirley Jackson would approve, but who knows for sure.
Giuseppe Miccichè




